Scenario Macro e Geopolitico
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran rimane il principale motore d’instabilità per i mercati finanziari. Sebbene i dati sull’occupazione statunitense di marzo siano stati eccezionalmente positivi (178.000 nuovi posti di lavoro contro i 59.000 stimati), il rischio energetico minaccia la crescita: con il greggio stabilmente attorno ai 100 dollari al barile, le stime del PIL USA sono scese dal 2,4% all’1,6%. L’inflazione resta una preoccupazione primaria, con l’indice ISM dei prezzi pagati balzato a 78,3 punti.
Analisi Tecnica e Sentiment
L’S&P 500 ha registrato la quinta perdita settimanale consecutiva, entrando in territorio di correzione tecnica (calo superiore al 10% dai massimi). Tuttavia, emergono alcuni segnali tecnici incoraggianti:
- Il McClellan Oscillator mostra divergenze positive rispetto all’indice principale .
- L’indice ha recuperato la media mobile a 50 settimane, un livello chiave per scongiurare mercati ribassisti duraturi .
- Si nota una rara asimmetria nel posizionamento: le famiglie americane hanno un’esposizione azionaria record (52,2%), mentre gli hedge fund hanno ridotto le posizioni al ritmo più rapido degli ultimi 13 anni.
Energia e Mercati Internazionali
- Petrolio: Il prezzo ha superato i 115 dollari, influenzato anche da attacchi di droni ai terminal russi e danni infrastrutturali in Australia.
- Asia-Pacifico: La Cina mostra maggiore resilienza grazie a riserve strategiche e accordi diretti con l’Iran, con una crescita prevista del 4,2%. Altre economie asiatiche risultano invece più vulnerabili allo shock energetico.
- Obbligazionario: In Europa, lo spread BTP-Bund è salito a 85 punti base a causa delle tensioni geopolitiche e dell’orientamento restrittivo della BCE.